45 sinistri da grandine ogni 1.000 polizze.
È il dato registrato nei primi mesi del 2026 dall’Osservatorio Verti Movers, sulla base dell’analisi di oltre 300.000 polizze.
La media del periodo 2021-2025 era di 37 sinistri ogni 1.000 polizze.
E il dato 2026 è stato rilevato quando la stagione estiva non era ancora terminata.
Sono numeri che raccontano molto più di un’estate caratterizzata da grandinate intense.
Raccontano un problema che riguarda direttamente il settore assicurativo Motor.
Perché quando arriva una grandinata severa, il problema non è soltanto quanto costa riparare un’automobile.
Il problema è quante automobili vengono danneggiate contemporaneamente.
E soprattutto:
quanti di quei danni potrebbero essere evitati se una parte degli assicurati riuscisse ad agire prima dell’evento?
È da questa domanda che nasce una possibile evoluzione del rapporto tra assicurazione, rischio meteorologico e prevenzione.
Grandine auto 2026: i numeri indicano un rischio concreto
I dati pubblicati da Verti il 6 agosto fotografano una situazione particolarmente significativa.
Nei primi mesi del 2026 sono stati registrati 45 sinistri da grandine ogni 1.000 polizze, contro una media di 37 nel periodo 2021-2025.
Nello stesso approfondimento vengono indicati 950 eventi grandinigeni censiti nei primi cinque mesi dell’anno, distribuiti su 758 comuni italiani e 63 giornate differenti.
La geografia del rischio, inoltre, cambia.
Nel 2026 l’Osservatorio rileva uno spostamento verso l’arco pedemontano lombardo-veneto, con Brescia, Monza-Brianza, Pordenone, Como e Verona tra le province maggiormente interessate nei dati analizzati.
Per una compagnia assicurativa questo significa confrontarsi con un rischio caratterizzato da una peculiarità fondamentale:
la concentrazione.
Un evento localizzato può coinvolgere contemporaneamente un numero elevato di veicoli assicurati.
Quando migliaia di danni arrivano nello stesso momento
Il caso di San Benedetto del Tronto aiuta a comprendere concretamente il fenomeno.
Dopo la violenta grandinata del 21 luglio 2026, all’11 agosto erano già state presentate oltre 8.000 richieste di indennizzo al Comune per i danni provocati dall’evento.
Le carrozzerie si sono trovate sommerse dalle richieste.
Per i danni più importanti sono stati segnalati tempi di attesa che possono arrivare fino a un anno e mezzo.
Anche la disponibilità di parabrezza e altri ricambi è diventata un problema a causa della concentrazione della domanda.
Questo mostra un aspetto della grandine che spesso viene sottovalutato.
Il costo non termina con il valore economico del danno alla carrozzeria.
Un evento severo può generare contemporaneamente:
- migliaia di denunce;
- richieste di perizia;
- necessità di riparazione;
- domanda improvvisa di ricambi;
- indisponibilità temporanea dei veicoli;
- pressione sulle carrozzerie;
- richieste al customer care;
- gestione amministrativa;
- tempi di attesa per gli assicurati.
Un singolo evento meteorologico può quindi trasformarsi in un problema operativo distribuito lungo l’intera filiera del sinistro.
Allianz: la grandine è un rischio assicurativo tutt’altro che secondario
Il fenomeno non riguarda soltanto l’Italia.
Nel giugno 2026 Allianz ha dedicato un approfondimento specifico alla grandine definendola una delle minacce naturali maggiormente sottovalutate.
Secondo Allianz, negli ultimi anni le severe convective storms con grandine come pericolo principale hanno generato globalmente perdite assicurate superiori a quelle di tutti gli altri pericoli naturali combinati.
Matthias Hackl, Head of Cat R&D di Allianz Re, spiega inoltre che negli ultimi anni Allianz ha pagato per danni da grandine più di quanto abbia pagato per tutti gli altri rischi naturali.
Nello stesso approfondimento viene ricordato il violentissimo evento che colpì il Nord Italia nel luglio 2023, al quale vengono attribuiti oltre 6 miliardi di euro di danni assicurati.
La grandine, quindi, non è più soltanto il problema dell’automobilista che trova la carrozzeria ammaccata.
È un tema assicurativo.
L’industria assicurativa sta diventando sempre più efficiente dopo il danno
La tecnologia sta già cambiando profondamente la gestione dei sinistri da grandine.
Nello stesso approfondimento Allianz descrive sistemi basati su intelligenza artificiale, analisi automatizzata delle fotografie, hail scanner e processi digitalizzati in grado di velocizzare la valutazione dei danni.
È un’evoluzione fondamentale.
Nel 2023, ricorda Allianz, oltre 450.000 veicoli sono stati danneggiati dalla grandine nella sola Germania, generando 1,9 miliardi di euro di costi per sinistri.
Di fronte a eventi di queste dimensioni, la capacità di rendere scalabile il Claims Management diventa essenziale.
Ma proprio questa evoluzione porta a una domanda ulteriore.
E se utilizzassimo la tecnologia anche prima del sinistro?
Digitalizzare la denuncia significa intervenire dopo il danno.
Automatizzare la perizia significa intervenire dopo il danno.
Utilizzare l’intelligenza artificiale per valutare le ammaccature significa intervenire dopo il danno.
Ottimizzare la rete di riparazione significa intervenire dopo il danno.
Sono tutte innovazioni indispensabili.
Ma esiste uno spazio precedente.
Provare ad evitare che una parte di quei veicoli venga danneggiata.
Non significa sostituire il Claims Management.
Significa aggiungere una fase nuova:
Claims Prevention → Claims Management.
L’allerta meteorologica è fondamentale. Ma da sola non sposta l’automobile
Il settore assicurativo ha già iniziato a muoversi verso la prevenzione.
Verti, ad esempio, mette a disposizione dei propri assicurati un servizio di alert SMS che avvisa quando un evento grandinigeno è imminente nella zona indicata dal cliente.
È un segnale molto interessante.
Dimostra che il mercato assicurativo sta già riconoscendo il valore dell’informazione preventiva.
Ma apre immediatamente una seconda domanda.
L’assicurato riceve:
“Attenzione, potrebbe grandinare nella tua zona.”
E poi?
Se è a casa e possiede un garage, la risposta è semplice.
Ma se si trova al lavoro?
Se è in viaggio?
Se è in vacanza?
Se non conosce la zona?
Se non possiede un garage?
La domanda dell’assicurato diventa:
“Dove posso portare l’auto?”
Ed è precisamente qui che informazione meteorologica e prevenzione operativa diventano due cose differenti.
Dal rischio all’azione: il modello GrandineStop
GrandineStop non nasce come provider meteorologico.
Le informazioni meteorologiche rappresentano un input fondamentale del sistema.
Ma l’obiettivo di GrandineStop viene dopo l’identificazione del rischio.
Il modello può essere sintetizzato così:
RISCHIO → ALLERTA → PUNTO SICURO → AZIONE DELL’ASSICURATO → POSSIBILE RIDUZIONE DELL’ESPOSIZIONE
La differenza è sostanziale.
Un provider meteorologico può rispondere alla domanda:
“Dove potrebbe grandinare?”
GrandineStop aggiunge la domanda successiva:
“Ora che lo sappiamo, dove possiamo indicare all’assicurato di spostare il veicolo?”
SPN – Safe Point Network: dall’allerta a una destinazione
Uno degli elementi centrali di GrandineStop è la SPN – Safe Point Network.
Una rete proprietaria di Punti Sicuri pensata per consentire al sistema di associare all’informazione sul rischio una possibile destinazione verso cui indirizzare l’automobilista.
Non semplicemente:
“Sta arrivando la grandine.”
Ma:
“Sta arrivando la grandine e nelle vicinanze esiste un Punto Sicuro.”
Naturalmente tutto questo deve avvenire con sufficiente anticipo e soltanto quando lo spostamento può essere effettuato in condizioni di sicurezza.
L’obiettivo non è far muovere gli automobilisti durante un evento severo.
È cercare di anticiparlo.
L’app dell’assicurazione può diventare uno strumento di prevenzione
GrandineStop è concepito per poter essere integrato nell’ecosistema digitale della compagnia.
Questo significa che l’assicurato non deve necessariamente instaurare un nuovo rapporto con un soggetto esterno.
Può essere la propria compagnia ad accompagnarlo nel processo preventivo attraverso la propria applicazione.
Il rapporto cambia.
Tradizionalmente:
ASSICURATO → DANNO → COMPAGNIA → RIMBORSO
Con la prevenzione operativa può aggiungersi una fase precedente:
COMPAGNIA → ALLERTA → PUNTO SICURO → ASSICURATO → AZIONE PREVENTIVA
E soltanto quando il danno non può essere evitato:
SINISTRO → CLAIMS MANAGEMENT
La compagnia non perde il proprio ruolo.
Lo amplia.
Da assicuratore che rimborsa ad assicuratore che prova anche a proteggere
Questo passaggio ha anche un valore nella relazione con il cliente.
Immaginiamo due messaggi.
Il primo arriva dopo la grandinata:
“Apri qui il tuo sinistro.”
Il secondo arriva prima:
“La tua zona potrebbe essere interessata dalla grandine. Nelle vicinanze abbiamo individuato un Punto Sicuro.”
Sono entrambi servizi assicurativi.
Ma la percezione del cliente è completamente diversa.
Nel primo caso la compagnia lo accompagna nella gestione del danno.
Nel secondo prova ad aiutarlo prima che il danno avvenga.
Prevenzione e assicurazione non sono quindi alternative.
Possono diventare due parti della stessa esperienza di protezione.
E soprattutto: la prevenzione può essere misurata
C’è poi un elemento fondamentale per una compagnia assicurativa.
Un sistema di prevenzione non dovrebbe limitarsi a inviare notifiche.
Deve poter generare informazioni.
Quanti assicurati erano potenzialmente interessati?
Quanti sono stati avvisati?
Quanti hanno interagito con l’allerta?
Quanti hanno consultato i Punti Sicuri?
Quali aree sono state maggiormente coinvolte?
GrandineStop prevede strumenti di dashboard destinati proprio a rendere osservabile il processo.
Il modello diventa:
RISCHIO → ALLERTA → INTERAZIONE → AZIONE → ANALISI
Ed è qui che la prevenzione può iniziare a diventare un processo assicurativo misurabile.
Non dobbiamo evitare tutti i sinistri perché la prevenzione abbia valore
Questo è forse il punto più importante.
Nessun sistema serio può promettere di eliminare i danni da grandine.
Non tutti gli automobilisti potranno spostarsi.
Non tutti avranno un Punto Sicuro raggiungibile.
Non tutti vedranno l’allerta.
Non tutti decideranno di agire.
E alcuni eventi potranno svilupparsi troppo rapidamente per consentire un intervento.
Ma torniamo al caso di San Benedetto del Tronto.
Oltre 8.000 richieste di indennizzo.
La domanda interessante per un assicuratore non è quindi:
“Possiamo evitare 8.000 sinistri?”
La domanda è:
“Quanti di questi sinistri avremmo potuto provare a prevenire?”
È una differenza enorme.
Perché quando i numeri diventano grandi, anche una riduzione parziale dell’esposizione può diventare economicamente interessante.
E soltanto sperimentazioni reali, pilot e dati potranno misurarne l’effettivo impatto.
Dal costo medio del sinistro al costo del sinistro evitabile
Il settore assicurativo misura giustamente frequenza, severità e costo medio dei sinistri.
La prevenzione introduce una nuova domanda.
Qual è il valore economico di un sinistro che non nasce?
Non richiede perizia.
Non richiede riparazione.
Non occupa una carrozzeria.
Non necessita di un parabrezza sostitutivo.
Non genera una pratica di liquidazione.
E soprattutto non lascia l’assicurato per settimane o mesi in attesa della soluzione del problema.
Non possiamo sapere a priori quanti sinistri possano essere evitati.
Ma possiamo iniziare a misurarlo.
Ed è precisamente questo uno degli obiettivi di GrandineStop.
La prossima innovazione Motor potrebbe avvenire prima del sinistro
L’industria assicurativa ha investito enormemente nell’innovazione del Claims Management.
Ed è giusto continuare a farlo.
Ma i dati sulla grandine suggeriscono che potrebbe essere arrivato il momento di investire anche nello spazio immediatamente precedente.
Non soltanto:
Come gestiamo meglio 8.000 richieste di indennizzo?
Ma anche:
Come proviamo a fare in modo che la prossima volta una parte di quelle 8.000 richieste non debba essere aperta?
Questa è la domanda sulla quale GrandineStop sta costruendo il proprio percorso.
Non sostituire il meteo.
Non sostituire l’assicurazione.
Non promettere l’impossibile.
Ma collegare rischio meteorologico, compagnia assicurativa, assicurato e territorio attraverso un processo di prevenzione operativa.
Perché il miglioramento della gestione dei sinistri rimarrà fondamentale.
Ma il sinistro più efficiente da gestire potrebbe essere quello che, grazie a un’azione preventiva, non è mai nato.
Fonti
Allianz – “Hail: The underestimated threat”, 19 giugno 2026: analisi internazionale dell’impatto della grandine sull’industria assicurativa e dell’evoluzione del Claims Management.
Leggi l’approfondimento Allianz
Verti Movers – “Grandine, l’estate 2026 è già da record”, 6 agosto 2026: analisi di oltre 300.000 polizze, andamento dei sinistri da grandine e servizio di alert agli assicurati.
Leggi l’Osservatorio Verti Movers
RaiNews TGR Marche – “Grandine a San Benedetto, fino a un anno e mezzo d’attesa per riparare le auto”, 11 agosto 2026: oltre 8.000 richieste di indennizzo e criticità della filiera delle riparazioni.
Leggi il servizio RaiNews
Vuoi approfondire?
Se vuoi conoscere meglio come GrandineStop affronta il tema della prevenzione dei danni da grandine e come trasforma un’allerta meteorologica in un’azione concreta, puoi approfondire questi temi:
Come proteggere l’auto dalla grandine
Teli antigrandine, garage, parcheggi coperti e prevenzione: quali sono le possibili soluzioni quando un veicolo è esposto e perché è importante poter agire prima dell’evento.
→ Scopri come proteggere l’auto dalla grandine
SPN – Safe Point Network
La rete proprietaria di Punti Sicuri sviluppata da GrandineStop per aggiungere all’allerta un’informazione operativa: dove può cercare protezione l’automobilista?
→ Scopri la SPN – Safe Point Network
GrandineStop per compagnie assicurative
Dall’allerta all’azione preventiva: come GrandineStop è concepito per integrarsi nell’ecosistema digitale della compagnia e contribuire a sviluppare nuovi modelli di prevenzione dei sinistri Motor.
→ Scopri GrandineStop per il settore assicurativo
GrandineStop non è un provider meteo
Prevedere un evento e contribuire a prevenirne le conseguenze sono due attività differenti. Scopri perché GrandineStop utilizza l’informazione meteorologica come punto di partenza per attivare un processo di prevenzione operativa.
→ Scopri perché GrandineStop non è un provider meteo
FAQ
Domande frequenti sui sinistri da grandine auto
L’assicurazione auto copre i danni da grandine?
La copertura dipende dalle garanzie previste dalla polizza. In genere i danni da grandine possono rientrare nelle coperture dedicate agli eventi naturali o atmosferici, secondo condizioni, franchigie, scoperti e massimali previsti dal contratto.
Cosa fare quando è prevista grandine?
Quando esiste sufficiente anticipo e le condizioni di sicurezza lo consentono, la priorità è cercare di sottrarre il veicolo all’esposizione individuando una struttura coperta o un luogo idoneo alla protezione. Non è opportuno improvvisare spostamenti quando l’evento severo è già in corso.
È possibile prevenire un sinistro da grandine?
Non tutti i sinistri da grandine possono essere evitati. Tuttavia, quando esistono sufficiente anticipo, una destinazione idonea e la possibilità di spostare il veicolo in sicurezza, un’azione preventiva può contribuire a ridurne l’esposizione.
Cos’è la Claims Prevention?
La Claims Prevention applica strumenti e processi prima che il danno si verifichi, con l’obiettivo di contribuire a ridurre la probabilità o l’impatto del sinistro. Non sostituisce il Claims Management, ma lo precede.
Come funziona GrandineStop?
GrandineStop utilizza l’informazione sul rischio meteorologico per attivare un processo di prevenzione operativa. Attraverso la SPN – Safe Point Network può indicare all’utente un Punto Sicuro verso cui spostare il veicolo, quando tempo e condizioni di sicurezza lo consentono.

