Estate, temperature elevate e improvvisi cambiamenti delle condizioni atmosferiche possono trasformare rapidamente una giornata di sole in un temporale intenso.
E quando alle piogge si associa la grandine, per chi ha lasciato l’auto all’aperto il problema diventa molto concreto.
Le cronache delle ultime settimane hanno nuovamente mostrato immagini di chicchi di dimensioni importanti e veicoli danneggiati. Nel Mantovano, il 20 luglio, ANSA ha riferito di grandine con chicchi descritti come grandi quanto palline da ping pong, con danni ad auto, coltivazioni e impianti fotovoltaici.
La domanda diventa quindi inevitabile:
come proteggere l’auto dalla grandine quando non si dispone di un garage?
La risposta più comune è acquistare un telo antigrandine.
Ma il problema è più complesso.
Il telo antigrandine protegge davvero l’auto?
I teli antigrandine sono progettati per creare uno strato protettivo tra la carrozzeria e i chicchi di ghiaccio.
Possono rappresentare una soluzione utile, soprattutto quando l’auto rimane abitualmente parcheggiata all’aperto.
La loro efficacia, tuttavia, dipende da numerosi fattori:
- dimensione e velocità dei chicchi;
- intensità dell’evento;
- qualità e spessore della protezione;
- corretto fissaggio del telo;
- presenza di vento associato al temporale.
Soprattutto esiste un limite evidente.
Bisogna avere il telo con sé e avere il tempo di montarlo prima che inizi la grandinata.
Ed è proprio il fattore tempo a trasformare la protezione dalla grandine in un problema di prevenzione.
Garage, tettoia o parcheggio coperto: la protezione più semplice
Quando è disponibile, una struttura coperta rappresenta naturalmente una delle migliori possibilità per sottrarre il veicolo all’impatto diretto della grandine.
A casa è relativamente semplice.
Il problema nasce quando siamo altrove.
Durante una giornata estiva possiamo trovarci:
- al lavoro;
- in viaggio;
- in vacanza;
- al ristorante;
- in un centro commerciale;
- in una località che conosciamo poco.
Possiamo sapere che sta arrivando un temporale.
Ma dove possiamo portare concretamente l’auto?
È qui che emerge la differenza tra ricevere un’informazione meteorologica e poter intraprendere un’azione preventiva.
Sapere che arriverà la grandine non basta
Oggi disponiamo di previsioni meteorologiche sempre più evolute, radar, applicazioni e sistemi di allerta.
Sono strumenti fondamentali.
Ma l’informazione, da sola, non sposta un’automobile.
Se un automobilista riceve un’allerta che segnala un possibile evento grandinigeno nella propria zona, rimangono alcune domande molto pratiche:
Quanto tempo ho?
Dove posso andare?
Esiste un luogo coperto nelle vicinanze?
Come lo raggiungo?
Ed è precisamente nello spazio compreso tra l’allerta e l’azione che si colloca il concetto di prevenzione operativa.
Dall’allerta all’azione: il principio di GrandineStop
GrandineStop non nasce come provider meteorologico.
Il suo obiettivo è differente: utilizzare l’informazione sul rischio per contribuire a trasformarla in un’azione preventiva concreta.
Uno degli elementi centrali del progetto è la SPN – Safe Point Network, la rete proprietaria di Punti Sicuri individuati per offrire all’automobilista possibili destinazioni verso cui spostare il veicolo quando viene rilevata una situazione di rischio.
Il principio è semplice:
ALLERTA → INDIVIDUAZIONE DEL RISCHIO → PUNTO SICURO → AZIONE PREVENTIVA
Non limitarsi quindi a dire:
“Potrebbe grandinare.”
Ma cercare di rispondere alla domanda immediatamente successiva:
“Cosa posso fare adesso per provare a proteggere il veicolo?”
Telo antigrandine o Punto Sicuro?
Non è necessariamente una scelta tra due alternative.
Un telo antigrandine può essere utile.
Un garage privato è certamente utile.
Una tettoia può essere utile.
Un parcheggio coperto può essere utile.
Il punto è un altro: le diverse soluzioni funzionano soltanto se sono disponibili nel momento e nel luogo in cui nasce il rischio.
Una persona che si trova a centinaia di chilometri da casa non può utilizzare il proprio garage.
Un automobilista che non ha con sé un telo non può improvvisarne uno quando iniziano a cadere i primi chicchi.
La prevenzione operativa prova quindi ad aggiungere un ulteriore elemento:
individuare una possibile protezione disponibile nelle vicinanze e consentire all’utente di raggiungerla prima dell’evento, quando le condizioni e il tempo disponibile lo permettono.
Perché questo interessa anche alle compagnie assicurative
Qui il problema cambia completamente prospettiva.
Per il singolo automobilista una grandinata può significare cofano, tetto, carrozzeria o cristalli danneggiati.
Per una compagnia assicurativa un singolo evento meteorologico severo può invece generare una concentrazione di numerosi sinistri nella stessa area e nello stesso intervallo temporale.
Tradizionalmente l’assicurazione interviene dopo:
EVENTO → DANNO → DENUNCIA → PERIZIA → RIPARAZIONE → RIMBORSO
Ma la digitalizzazione apre una possibilità ulteriore.
Provare ad intervenire prima:
RISCHIO → ALLERTA → AZIONE DELL’ASSICURATO → POSSIBILE RIDUZIONE DELL’ESPOSIZIONE → DANNO POTENZIALMENTE EVITATO O RIDOTTO
È questo il cambio di paradigma sul quale lavora GrandineStop.
L’app della compagnia può diventare uno strumento di prevenzione
L’elemento particolarmente interessante per il settore assicurativo è che GrandineStop non deve necessariamente diventare un’altra applicazione che l’assicurato deve ricordarsi di scaricare.
Il servizio è concepito per poter essere integrato anche nell’ecosistema digitale della compagnia.
L’assicurato può quindi essere raggiunto attraverso il rapporto digitale che già possiede con il proprio assicuratore.
La compagnia passa così da soggetto che interviene principalmente quando il danno si è verificato a soggetto che può anche accompagnare il cliente prima dell’evento.
E questo significa affiancare alla tutela assicurativa un servizio concreto di prevenzione.
Non solo proteggere l’auto: misurare cosa accade
C’è poi un secondo elemento importante.
Se una compagnia invia un’allerta, è utile comprendere cosa accade successivamente.
Gli strumenti di dashboard previsti nell’ecosistema GrandineStop sono pensati per consentire alla compagnia di analizzare, in forma aggregata e nel rispetto delle regole applicabili, indicatori relativi all’utilizzo del servizio e alla risposta degli utenti.
L’obiettivo non è quindi soltanto inviare una notifica.
È costruire un processo misurabile:
rischio → comunicazione → comportamento → risultato.
Per un assicuratore questa differenza è sostanziale.
Dalla protezione dell’auto alla prevenzione del sinistro
Chi cerca su Google un telo antigrandine per auto sta cercando di risolvere un problema reale.
Vuole proteggere qualcosa che ha valore.
Ma osservando lo stesso problema dal punto di vista assicurativo emerge una domanda più grande:
È possibile aiutare migliaia di assicurati a compiere un’azione preventiva prima che il danno si verifichi?
È su questa domanda che nasce GrandineStop.
Non come sostituto delle previsioni meteorologiche.
Non come alternativa alla copertura assicurativa.
E nemmeno come sostituto di teli, garage o altre protezioni fisiche.
GrandineStop nasce come strumento di prevenzione operativa, con l’obiettivo di collegare informazione, territorio e comportamento dell’assicurato.
Proteggere prima, rimborsare quando necessario
L’assicurazione rimane fondamentale quando il danno si verifica.
Ma prevenzione e assicurazione non sono concetti contrapposti.
Possono diventare due componenti dello stesso modello di protezione.
Per l’assicurato significa ricevere qualcosa in più rispetto al rimborso.
Per la compagnia significa esplorare una possibilità ancora più interessante:
contribuire a ridurre la frequenza e il costo dei sinistri da grandine prima che arrivino alla fase di liquidazione.
È questo il territorio nel quale GrandineStop sta costruendo il proprio posizionamento.
Domande frequenti sulla protezione dell’auto dalla grandine
Come proteggere l’auto dalla grandine senza garage?
Un telo antigrandine può offrire una protezione aggiuntiva, ma quando è possibile la soluzione più efficace consiste nel sottrarre il veicolo all’esposizione diretta, individuando preventivamente garage, tettoie o parcheggi coperti disponibili nelle vicinanze.
Il telo antigrandine funziona?
Può contribuire a limitare i danni, ma l’efficacia dipende dalle caratteristiche del telo e dall’intensità dell’evento, dalla dimensione dei chicchi e dal vento. Inoltre deve essere disponibile e installato prima dell’inizio della grandinata.
Dove mettere la macchina quando grandina?
Quando le condizioni lo consentono e c’è sufficiente anticipo, è opportuno individuare una struttura coperta idonea evitando spostamenti improvvisati durante l’evento. La prevenzione deve avvenire prima dell’arrivo della grandine.
L’assicurazione copre i danni da grandine?
Dipende dalla polizza e dalle garanzie sottoscritte. Le coperture per eventi naturali possono prevedere il rimborso dei danni da grandine secondo franchigie, scoperti, massimali e condizioni contrattuali.
Come può GrandineStop aiutare a prevenire i danni da grandine?
GrandineStop nasce per trasformare l’informazione sul rischio meteorologico in un’azione preventiva, collegando l’allerta alla possibilità di individuare un Punto Sicuro attraverso la SPN – Safe Point Network.
Dall’informazione meteorologica all’azione preventiva
Una previsione può dirci che potrebbe arrivare la grandine.
Un telo può proteggere l’auto quando è disponibile e correttamente utilizzato.
Un garage può proteggerla quando siamo a casa.
La prevenzione operativa prova invece a rispondere alla domanda più difficile: cosa possiamo fare, qui e adesso, prima che inizi a grandinare?
È precisamente questa la categoria che GrandineStop vuole contribuire a costruire.

