Come proteggere l’auto dalla grandine spendendo poco? È una domanda frequente soprattutto per chi non dispone di un garage e cerca una soluzione semplice da utilizzare quando viene previsto un temporale.

Coperte, pluriball, cartone, materassini, teli improvvisati e protezioni fai da te sono tra i rimedi più cercati online.

Alcuni possono offrire una protezione limitata in determinate circostanze. Ma è importante comprenderne i limiti e, soprattutto, evitare che il tentativo di proteggere l’automobile esponga una persona a un pericolo.

La soluzione più economica, inoltre, non è necessariamente qualcosa da mettere sopra l’auto.

A volte può essere sapere prima dove provare a portarla.

Come proteggere l’auto dalla grandine spendendo poco?

Se non si dispone di un garage, le possibilità possono essere diverse:

  • utilizzare una protezione antigrandine già disponibile;
  • ricorrere, con cautela, a materiali imbottiti che si hanno in casa;
  • cercare preventivamente una struttura coperta adeguata;
  • spostare l’auto prima dell’evento, se esistono tempo e condizioni di sicurezza;
  • conoscere in anticipo possibili alternative presenti sul territorio.

Il principio generale è semplice:

tra il chicco di grandine e la carrozzeria serve protezione oppure bisogna sottrarre il veicolo all’esposizione.

Sono però due strategie molto diverse.

Protezione grandine auto fai da te: cosa si può utilizzare?

Online si trovano numerose idee per realizzare una protezione grandine auto fai da te.

Il principio utilizzato è quasi sempre quello dell’ammortizzazione.

Si cerca cioè di creare uno strato tra la grandine e la superficie dell’automobile capace di assorbire almeno parte dell’impatto.

Tra i materiali più frequentemente considerati troviamo:

coperte;

pluriball;

cartone;

materassini;

gommapiuma;

vecchi piumoni;

teli sovrapposti.

Il fatto che un materiale possa attenuare un impatto, tuttavia, non significa che possa garantire la protezione del veicolo durante qualsiasi grandinata.

Intensità dell’evento, dimensione dei chicchi, vento e modalità di fissaggio possono cambiare radicalmente il risultato.

Coperte per proteggere l’auto dalla grandine: funzionano?

Le coperte contro la grandine sono probabilmente uno dei rimedi d’emergenza più intuitivi.

Una coperta spessa crea uno strato morbido tra carrozzeria e chicchi.

Più strati possono aumentare l’ammortizzazione.

Ma esistono almeno due problemi.

Il primo è lo spessore effettivamente necessario rispetto all’intensità della grandine.

Il secondo è il fissaggio.

Durante un temporale possono verificarsi anche raffiche di vento. Una coperta semplicemente appoggiata sull’automobile può quindi spostarsi o essere sollevata.

Non bisogna inoltre improvvisare sistemi di fissaggio che possano danneggiare carrozzeria, cristalli o altri componenti.

Una coperta può quindi essere considerata un rimedio occasionale, non una garanzia contro i danni.

Pluriball per grandine auto: può essere utile?

Un’altra ricerca frequente riguarda il pluriball per proteggere l’auto dalla grandine.

L’idea nasce dalla capacità delle bolle d’aria di assorbire piccoli urti.

In teoria, diversi strati possono creare una barriera ammortizzante.

Nella pratica bisogna però considerare:

lo spessore;

il numero di strati;

la resistenza del materiale;

la superficie effettivamente coperta;

il fissaggio;

la presenza di vento;

la severità della grandinata.

Il pluriball non nasce specificamente come dispositivo di protezione automobilistica contro eventi meteorologici severi.

Può quindi rappresentare un’improvvisazione d’emergenza, ma non dovrebbe essere equiparato a un prodotto progettato e testato specificamente per questo scopo.

Cartone sulla macchina contro la grandine: serve?

Anche il cartone viene spesso utilizzato come soluzione improvvisata.

Più strati possono contribuire a creare una barriera tra il chicco e la lamiera.

Ma il cartone presenta un limite evidente: l’acqua.

Durante un temporale può bagnarsi rapidamente, perdere rigidità e modificare le proprie caratteristiche.

Anche in questo caso il problema del fissaggio rimane fondamentale.

Per questo è difficile considerarlo una soluzione affidabile.

Piumoni e materassini possono proteggere l’auto?

Piumoni, coperte imbottite e alcuni tipi di materassino possono offrire uno strato maggiore rispetto a un normale telo.

Il principio fisico rimane sempre lo stesso: provare ad assorbire parte dell’energia dell’impatto prima che raggiunga la carrozzeria.

Ma maggiore imbottitura non significa automaticamente protezione sufficiente.

Un chicco piccolo e una grandinata violenta con chicchi di grandi dimensioni rappresentano scenari completamente differenti.

La soluzione fai da te deve quindi essere interpretata per ciò che è:

un tentativo di ridurre l’esposizione, non la certezza di evitare il danno.

Cosa mettere sulla macchina quando grandina?

Se la grandine sta già cadendo, questa domanda deve essere affrontata con molta prudenza.

La priorità non è l’automobile.

La priorità è la sicurezza delle persone.

Uscire durante un evento intenso per stendere coperte, sistemare cartoni o fissare protezioni può essere pericoloso.

Grandine, vento, fulmini, rami o altri oggetti trasportati dalle raffiche possono rappresentare un rischio.

La protezione più efficace dovrebbe quindi essere organizzata, quando possibile, prima dell’inizio dell’evento.

Quando inizia, può essere già troppo tardi. Nei minuti prima si gioca gran parte della possibilità di prevenzione.

Se non ho un telo antigrandine, dove posso mettere l’auto?

Qui arriviamo a una delle alternative più interessanti.

Se non si dispone di una protezione fisica, si può valutare — prima dell’evento e quando le condizioni lo consentono — una struttura coperta adeguata.

Per esempio:

garage;

autorimesse;

parcheggi multipiano;

strutture coperte accessibili.

Questo introduce però un nuovo problema.

Dove si trovano?

E soprattutto:

quale può essere raggiunta nel tempo disponibile?

Parcheggio coperto vicino a me: cercarlo quando arriva l’allerta può essere tardi

Un automobilista può aprire una mappa e digitare:

“parcheggio coperto vicino a me”.

È una possibilità.

Ma quando un temporale interessa un’intera area, molte altre persone possono avere esattamente la stessa esigenza.

Le strutture più conosciute possono riempirsi rapidamente.

Alcuni parcheggi possono essere chiusi.

Altri possono avere limitazioni di accesso.

Altri ancora possono non essere appropriati rispetto allo specifico rischio meteorologico.

Per questo la prevenzione diventa più efficace quando il territorio viene conosciuto prima dell’emergenza.

Proteggere l’auto spendendo poco può significare conoscere prima il territorio

Quando pensiamo alla protezione antigrandine, pensiamo quasi automaticamente a qualcosa da acquistare.

Un telo.

Una copertura.

Un dispositivo.

Ma esiste un’altra possibilità:

utilizzare meglio ciò che esiste già sul territorio.

Una struttura coperta esiste indipendentemente dall’arrivo della grandine.

Il problema è identificarla, classificarla, geolocalizzarla e renderla utilizzabile all’interno di un processo preventivo.

È da questa logica che nasce la SPN – Safe Point Network di GrandineStop.

SPN – Safe Point Network: dai parcheggi ai Punti Sicuri

FARA ha sviluppato la SPN come sistema e patrimonio informativo proprietario di Punti Sicuri geolocalizzati e classificati.

L’obiettivo non è semplicemente creare un elenco di parcheggi.

È collegare il territorio al rischio.

Perché un luogo potenzialmente utile in caso di grandine non è necessariamente la destinazione appropriata per un altro evento meteorologico.

Con vento forte cambiano i fattori di rischio.

Con un’esondazione cambiano ancora.

Per questo GrandineStop ragiona in termini di:

RISCHIO → TERRITORIO → POSSIBILE PUNTO SICURO → AZIONE.

Protezione fai da te o Punto Sicuro?

Non è necessario scegliere ideologicamente tra le due cose.

Una coperta può essere utile.

Un telo antigrandine può essere utile.

Un garage privato è utile.

Una struttura coperta può essere utile.

Un Punto Sicuro può rappresentare un’ulteriore possibilità.

La questione centrale è avere alternative disponibili prima dell’evento.

Un automobilista che dispone di più possibilità è in condizioni migliori per decidere rispetto a chi scopre il problema quando iniziano a cadere i primi chicchi.

Il vero problema è il tempo

Immaginiamo due automobilisti.

Il primo scopre il rischio quando sente la grandine sul tetto.

Il secondo riceve un’informazione con anticipo sufficiente e può valutare una possibile azione.

Il problema meteorologico è lo stesso.

Ma la capacità di reagire è completamente diversa.

È per questo che GrandineStop non considera la previsione meteorologica come il punto finale.

È il punto di partenza.

INFORMAZIONE

↓

TEMPO UTILE

↓

ESPOSIZIONE

↓

POSSIBILE PROTEZIONE

↓

AZIONE

E se fosse la compagnia assicurativa a organizzare tutto questo?

Oggi gran parte della prevenzione è lasciata all’automobilista.

Cercare le previsioni.

Installare un’app.

Interpretare l’allerta.

Trovare una coperta.

Acquistare un telo.

Cercare un parcheggio.

Valutare dove andare.

Ma un automobilista assicurato fa già parte di un sistema professionale di gestione del rischio.

Perché quindi la prevenzione non potrebbe diventare progressivamente anche un servizio organizzato prima del sinistro?

Immaginiamo di ricevere direttamente nell’app della compagnia:

Rischio grandine nella tua zona.

e subito sotto:

Visualizza i possibili Punti Sicuri nelle vicinanze.

L’utente continua a decidere autonomamente.

Ma non deve costruire da zero l’intero processo.

GrandineStop: dalla soluzione individuale alla prevenzione B2B

GrandineStop non vende coperte, pluriball o teli antigrandine.

È una soluzione B2B di FARA progettata per:

compagnie assicurative;

società di noleggio;

flotte;

operatori della mobilità.

GrandineStop collega:

RISCHIO METEOROLOGICO
↓
WRAL – Weather Risk Alert Layer
↓
ATTIVAZIONE
↓
SPN – Safe Point Network
↓
POSSIBILE PUNTO SICURO
↓
AZIONE DELL’UTENTE
↓
DASHBOARD E ANALISI

Può inoltre essere integrato tramite API e white-label negli ecosistemi digitali già utilizzati dal cliente.

Una coperta protegge un’auto. Un sistema deve pensare a migliaia di auto.

Questa è la differenza fondamentale.

Per il singolo automobilista la domanda può essere:

“Cosa posso mettere sulla mia macchina?”

Per una compagnia assicurativa la domanda diventa:

“Come possiamo offrire una capacità preventiva a migliaia di automobilisti contemporaneamente?”

La prima richiede una soluzione individuale.

La seconda richiede un’infrastruttura.

Ed è su questo secondo livello che lavora GrandineStop.

Spendere poco non significa improvvisare quando è troppo tardi

Le soluzioni economiche possono avere un ruolo.

Ma la vera prevenzione non dovrebbe iniziare con la ricerca disperata di una coperta quando il temporale è già sopra l’automobile.

Dovrebbe iniziare prima.

Conoscere il rischio.

Avere tempo.

Conoscere le alternative.

Decidere.

Agire soltanto quando è possibile farlo in sicurezza.

La soluzione più economica potrebbe non essere qualcosa da comprare. Potrebbe essere sapere in tempo dove andare.

È il passaggio dalla protezione improvvisata alla prevenzione organizzata.

Ed è lo spazio nel quale lavora GrandineStop.

Dall’informazione all’azione.


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Il sistema GrandineStop che organizza Punti Sicuri geolocalizzati e classificati sul territorio.

→ Scopri la SPN

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