Sapere in anticipo se arriverà la grandine è una delle domande più importanti per chi ha un’auto parcheggiata all’aperto.

Si può prevedere la grandine?

Quanto tempo prima?

È possibile sapere dove grandinerà?

Una previsione grandine può indicare se la mia auto è davvero a rischio?

Sono domande semplici, ma la risposta è più complessa di un “sì” o di un “no”.

Le previsioni grandine possono aiutare a individuare condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali e fenomeni potenzialmente severi, mentre radar, osservazioni e aggiornamenti successivi permettono di seguire l’evoluzione dell’evento.

Ma prevedere un rischio meteorologico e sapere con certezza quale automobile verrà colpita sono due cose molto differenti.

Ed esiste soprattutto una domanda successiva:

Se sappiamo che una determinata area è a rischio, cosa possiamo fare con questa informazione prima che arrivi la grandine?

È qui che il problema smette di essere esclusivamente meteorologico e diventa operativo.

Si può prevedere la grandine?

Sì, è possibile prevedere condizioni atmosferiche favorevoli allo sviluppo di temporali capaci di produrre grandine e individuare aree nelle quali il rischio può risultare maggiore.

Ma è importante capire cosa significa realmente “prevedere”.

La grandine nasce all’interno di sistemi temporaleschi complessi e la sua formazione, intensità e distribuzione sul territorio dipendono da numerose variabili atmosferiche.

Per questo una previsione non deve essere interpretata come:

“Alle 17:42 grandinerà esattamente sopra questa automobile.”

La meteorologia lavora invece con informazioni, modelli, osservazioni e probabilità che consentono di caratterizzare il rischio con livelli differenti di precisione temporale e spaziale.

Più ci avviciniamo all’evento, nuove osservazioni possono contribuire ad aggiornare la valutazione.

La previsione, quindi, non è una certezza geografica assoluta.

È uno strumento per comprendere il rischio.

Quanto prima si può prevedere la grandine?

Dipende da cosa intendiamo per previsione.

Con anticipo maggiore è possibile individuare configurazioni atmosferiche favorevoli a temporali severi su aree relativamente ampie.

Avvicinandosi temporalmente all’evento, le informazioni disponibili possono consentire valutazioni più aggiornate sull’evoluzione dei fenomeni.

E durante lo sviluppo dei temporali, radar e altri sistemi osservativi permettono di seguirne l’evoluzione.

Possiamo quindi immaginare un processo progressivo:

SCENARIO METEOROLOGICO

↓

AREA POTENZIALMENTE A RISCHIO

↓

AGGIORNAMENTO DELLA PREVISIONE

↓

OSSERVAZIONE DEL FENOMENO

↓

VALUTAZIONE OPERATIVA

Per chi vuole proteggere un’automobile, però, l’obiettivo non dovrebbe essere soltanto ottenere la previsione più vicina possibile all’evento.

Serve soprattutto avere tempo utile per agire.

Previsioni grandine: precisione e anticipo devono trovare un equilibrio

Questo è uno dei punti più importanti.

Immaginiamo due estremi.

Una previsione molto anticipata può lasciare molto tempo per organizzarsi, ma può riguardare un’area più ampia e presentare maggiore incertezza.

Un’informazione estremamente vicina all’evento può beneficiare di osservazioni più recenti, ma lasciare pochissimo tempo per intervenire.

Per la prevenzione Motor dobbiamo quindi considerare contemporaneamente:

affidabilità dell’informazione;

dimensione dell’area interessata;

severità potenziale;

finestra temporale;

tempo necessario per raggiungere una protezione.

Il valore operativo nasce dall’equilibrio tra questi elementi.

La previsione migliore per la prevenzione non è necessariamente quella più vicina all’evento. È quella che lascia ancora uno spazio sicuro per agire.

Posso sapere esattamente dove grandinerà?

È una delle ricerche più comprensibili da parte dell’automobilista.

Ma anche qui bisogna evitare promesse tecnologiche irrealistiche.

Una previsione può individuare aree nelle quali esistono condizioni favorevoli o un rischio significativo.

Successivamente radar e osservazioni possono contribuire a comprendere l’evoluzione effettiva delle celle temporalesche.

Questo non equivale a conoscere con certezza assoluta ogni strada che sarà colpita.

E proprio questa incertezza rende interessante il concetto di gestione dell’esposizione.

Non dobbiamo necessariamente sapere quale singola automobile verrà colpita.

Possiamo porci una domanda differente:

Quali veicoli si trovano in un’area sufficientemente a rischio da giustificare un’attivazione preventiva?

Questo cambia completamente la prospettiva.

Prevedere la grandine non significa prevenire il danno

Possiamo avere un’eccellente informazione meteorologica.

Possiamo conoscere l’esistenza di un rischio.

Possiamo avvisare l’automobilista.

Ma l’automobile può rimanere esattamente dove si trovava prima dell’allerta.

Quindi:

PREVISIONE ≠ PREVENZIONE

La previsione risponde:

“Cosa potrebbe accadere?”

La prevenzione deve affrontare una domanda ulteriore:

“Cosa possiamo ancora fare?”

È questa la differenza sulla quale è costruito GrandineStop.

Il vero valore della previsione è il tempo che lascia per agire

Per un’automobile esiste una caratteristica fondamentale.

Può essere spostata.

Una casa non può essere trasferita in un altro luogo prima di un temporale.

Un capannone nemmeno.

Un’automobile, quando esistono sufficiente anticipo e condizioni di sicurezza, può invece essere portata in un luogo più protetto.

Questo significa che il tempo tra:

identificazione del rischio

e

arrivo dell’evento

può avere un valore operativo.

Non possiamo fermare la grandine.

Ma in alcuni casi possiamo provare a modificare l’esposizione del veicolo prima che arrivi.

Ho visto le previsioni grandine: adesso dove metto l’auto?

Ed eccoci al problema concreto.

L’automobilista controlla le previsioni.

La propria zona risulta potenzialmente interessata.

L’auto è parcheggiata all’aperto.

Cosa fa?

Se dispone di un garage, la risposta può essere semplice.

Altrimenti potrebbe cercare:

parcheggio coperto vicino a me;

garage vicino;

dove mettere l’auto quando grandina;

come proteggere l’auto senza garage.

Il problema non è più meteorologico.

È territoriale.

Dove esiste una protezione raggiungibile?

Ed è proprio qui che una previsione può diventare parte di un processo più ampio.

Dal “quando grandinerà?” al “dove posso proteggere l’auto?”

Questo è il passaggio che GrandineStop vuole rendere possibile.

QUANDO?

Informazione meteorologica

↓

DOVE È IL RISCHIO?

Area potenzialmente interessata

↓

CHI È ESPOSTO?

Veicoli potenzialmente presenti nell’area

↓

DOVE PUÒ ANDARE?

Punti Sicuri

↓

COSA ACCADE?

Attivazione e analisi

Questa sequenza introduce una categoria diversa dalla previsione meteorologica.

Prevenzione operativa del rischio meteorologico nel Motor.

GrandineStop non fa concorrenza alle previsioni meteo

Questo punto deve essere chiarissimo.

GrandineStop non nasce come provider meteorologico.

Non vogliamo sostituire i professionisti, i modelli, i radar o i sistemi che producono informazioni meteorologiche.

Quella competenza appartiene al primo livello.

GrandineStop lavora sul livello successivo.

LIVELLO METEO

Dati → modelli → previsioni → radar → valutazione del rischio

LIVELLO GRANDINESTOP

Rischio → WRAL → attivazione → SPN → Punto Sicuro → azione → dashboard

I due livelli sono complementari.

Il primo produce o identifica l’informazione sul rischio.

Il secondo prova a renderla utilizzabile prima del possibile danno.

GrandineStop è B2B, non B2C

Anche questo è fondamentale.

Un automobilista che arriva su questa pagina cercando previsioni grandine può conoscere GrandineStop.

Ma GrandineStop non nasce come normale applicazione meteorologica da scaricare individualmente.

È un’infrastruttura B2B sviluppata da FARA principalmente per:

compagnie assicurative;

società di noleggio;

flotte aziendali;

operatori della mobilità.

L’automobilista è l’utilizzatore finale della capacità preventiva.

Il cliente di GrandineStop è l’organizzazione che decide di offrirgliela.

Perché questa differenza è importante per una compagnia assicurativa?

Perché una compagnia può già possedere un’eccellente componente meteorologica.

Può avere un provider.

Può ricevere dati.

Può disporre di sistemi di alerting.

Può inviare notifiche ai propri assicurati.

Quindi non dobbiamo necessariamente dirle:

“Cambiate il vostro meteo.”

Possiamo porre una domanda differente:

“Cosa accade dopo che il vostro sistema ha identificato il rischio?”

Se la risposta è:

“Invio una notifica.”

esiste ancora uno spazio operativo.

La notifica potrebbe diventare l’inizio anziché la fine del processo.

WRAL: quando la previsione diventa attivazione

Il WRAL – Weather Risk Alert Layer rappresenta il livello attraverso il quale GrandineStop collega l’informazione meteorologica disponibile al processo operativo.

Area.

Finestra temporale.

Livello di rischio.

Tempo utile.

Sono gli elementi che permettono di affrontare una domanda:

Esistono le condizioni per attivare la prevenzione?

GrandineStop non deve necessariamente generare il dato meteorologico.

Deve essere capace di utilizzarlo operativamente.

SPN: prevedere dove grandinerà non dice dove andare

È il secondo grande problema.

Anche se sappiamo che un’area presenta un rischio elevato, dobbiamo ancora capire:

dove può essere spostato il veicolo?

La SPN – Safe Point Network è il sistema e patrimonio informativo proprietario GrandineStop di Punti Sicuri geolocalizzati e classificati.

L’obiettivo è collegare:

rischio + territorio + possibile protezione.

Non semplicemente mostrare parcheggi.

Ma costruire una rete informativa funzionale alla prevenzione.

Perché:

sapere dove potrebbe grandinare e sapere dove proteggere l’auto sono due informazioni completamente diverse.

Non tutti i Punti Sicuri sono uguali

Questo diventa ancora più evidente quando allarghiamo il ragionamento oltre la grandine.

Con la grandine cerchiamo principalmente una protezione dall’impatto.

Con il vento forte dobbiamo considerare anche alberi, strutture precarie e oggetti potenzialmente pericolosi.

Con allagamenti ed esondazioni può essere necessario allontanare il veicolo dall’area interessata.

Quindi:

RISCHIO DIFFERENTE → AZIONE DIFFERENTE → PUNTO SICURO DIFFERENTE

È per questo che GrandineStop non può essere ridotto a una semplice mappa di parcheggi coperti.

Previsioni grandine e assicurazioni: il passaggio alla Claims Prevention

Qui arriviamo al vero tema B2B.

Una compagnia assicurativa utilizza le informazioni meteorologiche per comprendere il rischio.

Dopo l’evento utilizza il Claims Management per gestire gli eventuali danni.

Ma tra questi due mondi esiste una fase ancora poco strutturata:

PREVISIONE

↓

RISCHIO

↓

CLAIMS PREVENTION

↓

EVENTO

↓

EVENTUALE SINISTRO

↓

CLAIMS MANAGEMENT

GrandineStop vuole operare precisamente in quello spazio.

Prima del sinistro.

Quando esiste ancora una possibilità di azione.

Per flotte e noleggio la previsione deve diventare selettiva

Immaginiamo una flotta di migliaia di automobili distribuite sul territorio.

Una previsione di grandine sul Nord Italia è informativamente importante.

Ma operativamente è ancora troppo ampia.

Il fleet manager deve sapere:

quale area è realmente interessata?

quali veicoli possono essere esposti?

quali driver devono essere raggiunti?

quanto tempo hanno?

dove possono andare?

cosa fanno dopo aver ricevuto l’alert?

La previsione diventa quindi l’input di un processo di gestione selettiva dell’esposizione.

Ed è qui che il problema passa dal B2C al B2B.

Una previsione per un automobilista e una capacità per 300.000 veicoli non sono la stessa cosa

Questa distinzione merita di essere evidenziata.

Un automobilista vuole sapere:

“Grandinerà da me?”

Una compagnia o una grande flotta deve affrontare invece:

“Quale parte del mio portafoglio potrebbe essere esposta, quali utenti posso attivare e quale comportamento posso generare prima dell’evento?”

Sono due livelli completamente differenti.

Il primo è informativo.

Il secondo è industriale.

Richiede:

integrazione;

API;

dati;

territorio;

Punti Sicuri;

attivazione;

monitoraggio;

KPI;

analisi.

È questo secondo livello che GrandineStop propone al mercato.

Dalla previsione alla dashboard

Una capacità B2B deve infine essere misurabile.

La dashboard GrandineStop permette di costruire indicatori relativi a:

utenti potenzialmente esposti;

alert inviati;

tempo di anticipo;

interazioni;

Punti Sicuri consultati;

navigazioni avviate;

azioni preventive;

risultati osservati dopo l’evento.

Perché una compagnia non deve acquistare una promessa.

Deve poter verificare se la prevenzione produce un comportamento misurabile.

Quindi quanto prima bisogna sapere che grandinerà?

La risposta più utile non è semplicemente un numero di minuti o di ore.

Dal punto di vista della prevenzione, bisogna saperlo:

abbastanza presto da poter ancora fare qualcosa in sicurezza.

È questo il concetto di tempo utile.

Una previsione può avere un’elevata qualità scientifica.

Ma se arriva quando il veicolo non può più essere spostato, il suo valore preventivo sul Motor è limitato.

Per questo GrandineStop guarda alla meteorologia da una prospettiva precisa:

non soltanto accuratezza dell’informazione.

Anche:

AZIONABILITÀ DELL’INFORMAZIONE.

Le previsioni grandine sono l’inizio, non la fine

Continueremo ad avere bisogno di previsioni migliori.

Di radar migliori.

Di modelli migliori.

Di informazioni più tempestive.

Ma nel Motor possiamo fare una domanda in più.

Una volta che abbiamo questa informazione, possiamo utilizzarla per provare a proteggere il veicolo?

È qui che FARA colloca GrandineStop.

Non prima della meteorologia.

Non al posto della meteorologia.

DOPO L’INFORMAZIONE E PRIMA DEL POSSIBILE SINISTRO.

Il processo diventa:

METEO → RISCHIO → WRAL → SPN → PUNTO SICURO → AZIONE → ANALISI

Questo è lo spazio della prevenzione operativa.

Se sei un automobilista, chiedilo alla tua assicurazione

Se sei arrivato qui cercando previsioni grandine, probabilmente vuoi proteggere qualcosa.

Forse proprio la tua automobile.

La prossima volta che parli con la tua compagnia puoi quindi fare una domanda:

“Quando sapete che nella mia zona potrebbe grandinare, potete anche aiutarmi a capire dove provare a proteggere l’auto?”

GrandineStop è stato sviluppato da FARA per permettere alle compagnie assicurative e agli operatori della mobilità di costruire questa capacità.

Se sei una compagnia, una flotta o una società di noleggio, la domanda è diversa

Probabilmente disponi già di informazioni meteorologiche.

Il punto non è necessariamente aggiungerne altre.

La domanda è:

“Quanto valore operativo riusciamo a generare con le informazioni che già possediamo?”

È precisamente il livello sul quale lavora GrandineStop.

Dall’informazione all’azione.

Dal rischio alla prevenzione.

Prima del sinistro.


Vuoi approfondire?

Radar grandine: vedere dove grandina non significa sapere dove proteggere l’auto

Il radar osserva il fenomeno. La prevenzione affronta la domanda successiva: cosa possiamo ancora fare sul veicolo?

→ Scopri radar grandine e prevenzione

Allerta grandine auto: sapere che arriva basta davvero?

Cosa succede dopo l’allerta e perché una notifica può diventare l’inizio di un processo preventivo.

→ Scopri cosa fare dopo l’allerta

SPN – Safe Point Network

Il sistema e patrimonio informativo proprietario GrandineStop che collega rischio meteorologico e possibili Punti Sicuri sul territorio.

→ Scopri SPN

GrandineStop per compagnie assicurative

WRAL, SPN, API e dashboard per integrare la prevenzione operativa nei servizi della compagnia.

→ Scopri GrandineStop per le assicurazioni

FAQ

Si può prevedere la grandine?

È possibile individuare condizioni atmosferiche favorevoli alla grandine e valutare aree potenzialmente a rischio. Non significa però conoscere con certezza assoluta ogni punto che sarà colpito.

Quanto prima si può prevedere la grandine?

Dipende dalla situazione meteorologica e dal livello di precisione richiesto. Per la prevenzione Motor il concetto fondamentale è il tempo utile: l’informazione deve arrivare quando esistono ancora condizioni sicure per intervenire.

Come sapere se grandinerà?

Previsioni meteorologiche, radar, allerte e servizi specializzati possono fornire informazioni sul rischio e sull’evoluzione dei temporali.

Si può sapere esattamente dove grandinerà?

Non è corretto considerare una previsione come una garanzia puntuale su una singola strada o automobile. È più realistico lavorare sulla valutazione di aree potenzialmente esposte e aggiornare l’informazione avvicinandosi all’evento.

Qual è la differenza tra previsioni grandine e radar grandine?

La previsione cerca di valutare ciò che potrebbe accadere; il radar osserva l’evoluzione delle precipitazioni e dei fenomeni atmosferici in corso. Entrambi appartengono al livello meteorologico.

GrandineStop fa previsioni grandine?

GrandineStop non nasce come provider meteorologico. Utilizza l’informazione sul rischio come input per attivare un processo operativo attraverso WRAL, SPN, Punti Sicuri, attivazione dell’utente e dashboard.

GrandineStop è un servizio per automobilisti?

L’automobilista è l’utilizzatore finale della capacità preventiva, ma GrandineStop è una soluzione B2B rivolta principalmente a compagnie assicurative, società di noleggio, flotte e operatori della mobilità.

Una compagnia che ha già un provider meteo può usare GrandineStop?

Sì. È proprio uno degli scenari più interessanti: GrandineStop può operare sul livello successivo rispetto all’informazione meteorologica, trasformandola in un processo di prevenzione.

Cos’è il tempo utile nella prevenzione grandine?

È la finestra temporale nella quale l’informazione sul rischio può ancora consentire un’azione preventiva in condizioni di sicurezza.

Posso chiedere GrandineStop alla mia assicurazione?

Sì. Puoi chiedere alla compagnia se, oltre a eventuali allerte meteorologiche, offre strumenti che aiutino concretamente a individuare possibili protezioni prima dell’evento.o.

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