Grandine e flotte auto rappresentano un problema rilevante per aziende, società di noleggio e compagnie assicurative.
Quando centinaia o migliaia di veicoli sono distribuiti sul territorio, proteggerli dalla grandine non significa semplicemente realizzare una copertura fisica. Significa riuscire a individuare i mezzi potenzialmente esposti e, quando esistono tempo e condizioni sufficienti, indicare ai driver dove possono spostare il veicolo per cercare protezione.
È precisamente nello spazio tra allerta meteorologica e azione preventiva che nasce GrandineStop.
Grandine e flotte auto: qual è il vero problema?
Per il proprietario di una singola automobile la protezione dalla grandine può significare disporre di un garage, utilizzare un telo antigrandine oppure cercare un parcheggio coperto.
Per chi gestisce una flotta il problema è differente.
Una società di noleggio a lungo termine, per esempio, può gestire migliaia di automobili che non si trovano all’interno di un unico deposito.
Sono distribuite sul territorio.
Un veicolo può trovarsi a Milano, un altro a Brescia, un altro ancora presso l’abitazione del cliente, in un parcheggio aziendale o in viaggio.
Lo stesso principio vale, su scala ancora maggiore, per una compagnia assicurativa: i veicoli assicurati sono distribuiti sul territorio e presentano livelli di esposizione differenti in funzione del luogo in cui si trovano quando si sviluppa un evento meteorologico severo.
Ed è proprio questa distribuzione geografica a rendere il problema particolarmente interessante dal punto di vista della prevenzione.
Una flotta distribuita non può essere protetta da una sola copertura
Tettoie, garage, reti antigrandine e altre strutture fisiche rappresentano strumenti importanti per proteggere i veicoli.
Ma funzionano quando il mezzo si trova fisicamente sotto quella protezione.
Per una flotta distribuita sul territorio la situazione è diversa.
Non è possibile costruire una copertura sopra ogni automobile.
Il driver potrebbe trovarsi lontano dalla sede della società di noleggio o dell’azienda proprietaria del mezzo.
La domanda diventa quindi:
Se sappiamo che un determinato territorio potrebbe essere interessato dalla grandine, possiamo aiutare il driver a trovare una possibile protezione nelle vicinanze?
È qui che il problema smette di essere soltanto meteorologico e diventa operativo.
Sapere dove grandinerà non significa sapere dove proteggere il veicolo
Le informazioni meteorologiche rappresentano un elemento fondamentale nella prevenzione.
Radar, nowcasting, modelli previsionali e sistemi di allerta consentono di identificare situazioni potenzialmente critiche.
Ma esiste un passaggio successivo.
Ricevere un messaggio:
“Possibile grandine nella tua zona”
non risponde necessariamente alla domanda più importante dell’automobilista:
“Dove posso andare?”
Il driver potrebbe non conoscere la zona.
Potrebbe trovarsi lontano da casa.
Potrebbe non sapere dove si trova il parcheggio coperto più vicino.
Potrebbe avere pochi minuti per decidere.
L’informazione meteorologica identifica quindi il rischio.
La prevenzione operativa deve provare a trasformare quell’informazione in una possibile azione.
Dall’allerta al Punto Sicuro
È su questo principio che è stato progettato GrandineStop.
Il processo può essere sintetizzato in pochi passaggi:
RISCHIO → ALLERTA → PUNTO SICURO → SPOSTAMENTO DEL VEICOLO → RIDUZIONE DELL’ESPOSIZIONE
L’obiettivo non è semplicemente informare il driver che potrebbe verificarsi una grandinata.
L’obiettivo è fornirgli, quando le condizioni e il tempo disponibile lo consentono, un’indicazione concreta su dove potrebbe spostare il veicolo per cercare protezione.
Ed è qui che entra uno degli elementi centrali dell’ecosistema GrandineStop.
SPN – Safe Point Network: indicare al driver dove andare
La SPN – Safe Point Network è la rete proprietaria di Punti Sicuri sviluppata da GrandineStop.
La sua funzione è semplice da spiegare ma fondamentale per comprendere la differenza tra una normale allerta meteorologica e un sistema di prevenzione operativa.
Un provider meteorologico può indicare dove esiste un rischio di grandine.
GrandineStop aggiunge un’informazione operativa: dove può spostarsi il driver per cercare un Punto Sicuro.
Non soltanto quindi:
“Attenzione, potrebbe grandinare.”
Ma:
“Esiste un Punto Sicuro nelle vicinanze che puoi raggiungere.”
Naturalmente la possibilità di spostarsi dipende sempre dalle condizioni reali, dal tempo disponibile e dalla sicurezza del percorso.
La prevenzione deve avvenire prima dell’evento, non durante una grandinata già in corso.
Grandine e auto a noleggio: un problema distribuito sul territorio
Il settore del noleggio rappresenta un esempio particolarmente chiaro.
Una società di noleggio non gestisce soltanto veicoli.
Gestisce una flotta che, durante l’utilizzo, viene fisicamente distribuita sul territorio attraverso i propri clienti.
Quando arriva un’allerta grandine, il problema non è quindi proteggere il deposito centrale.
Il problema è capire come contribuire a proteggere i veicoli che si trovano fuori dal deposito.
Ed è proprio qui che la mobilità del bene da proteggere diventa un’opportunità.
Un edificio non può essere spostato.
Un impianto fotovoltaico non può essere spostato.
Un’automobile, invece, può esserlo.
Se il driver viene raggiunto con sufficiente anticipo e dispone di una possibile destinazione sicura nelle vicinanze, può avere la possibilità di modificare temporaneamente la posizione del veicolo.
Questa è una caratteristica fondamentale del settore Motor.
Dalla previsione all’azione del driver
Immaginiamo un veicolo a noleggio parcheggiato all’aperto.
Il sistema identifica un rischio significativo di grandine nell’area.
Il driver riceve un’allerta.
A questo punto possono verificarsi due scenari.
Nel primo riceve semplicemente l’informazione:
“Possibile grandine.”
Dovrà decidere autonomamente cosa fare e soprattutto dove andare.
Nel secondo scenario l’allerta può essere accompagnata dall’indicazione di uno o più Punti Sicuri individuati attraverso la SPN.
Il driver dispone così di un’informazione aggiuntiva che può trasformare l’allerta in un’azione.
È questa la differenza sulla quale GrandineStop sta costruendo il proprio modello di prevenzione.
Perché la prevenzione interessa anche alle compagnie assicurative
Il principio applicabile a una flotta diventa ancora più interessante osservandolo dal punto di vista assicurativo.
Una compagnia può avere centinaia di migliaia o milioni di veicoli assicurati.
Ma una grandinata non colpirà contemporaneamente tutto il portafoglio.
Interesserà determinate aree geografiche.
All’interno di quelle aree soltanto una parte dei veicoli sarà effettivamente esposta.
E tra gli assicurati potenzialmente esposti, una parte potrebbe avere il tempo e la possibilità di compiere un’azione preventiva.
Il processo diventa quindi:
PORTAFOGLIO ASSICURATO → AREA A RISCHIO → UTENTI POTENZIALMENTE ESPOSTI → ALLERTA → PUNTO SICURO → POSSIBILE AZIONE PREVENTIVA
Per una compagnia assicurativa, prevenire significa quindi provare a ridurre il numero dei veicoli esposti prima che questi diventino sinistri da liquidare.
L’app della compagnia può diventare uno strumento di prevenzione
Un altro elemento importante riguarda il rapporto con l’assicurato.
GrandineStop è concepito per poter essere integrato nell’ecosistema digitale della compagnia assicurativa.
Questo significa che il servizio di prevenzione può raggiungere l’assicurato attraverso l’applicazione della propria compagnia, senza necessariamente introdurre un ulteriore rapporto digitale separato.
La compagnia può così affiancare al tradizionale ruolo di protezione economica un servizio preventivo.
Non soltanto essere presente quando il danno si è verificato.
Ma provare ad essere presente prima.
Per l’assicurato questo significa percepire la propria compagnia non soltanto come il soggetto che rimborsa il danno, ma anche come qualcuno che prova ad aiutarlo ad evitarlo.
Non basta inviare un’allerta: bisogna trasformarla in un’azione
Inviare una notifica non significa automaticamente fare prevenzione.
La domanda realmente interessante è:
cosa succede dopo l’allerta?
L’utente ha ricevuto il messaggio?
Ha consultato i Punti Sicuri?
Ha interagito con il servizio?
Ha intrapreso un’azione?
Quali aree sono state maggiormente interessate?
Per questo l’ecosistema GrandineStop prevede anche strumenti di dashboard dedicati alla compagnia, pensati per rendere osservabile il processo e fornire informazioni aggregate sul comportamento degli utenti e sull’utilizzo del servizio.
Il modello diventa quindi:
RISCHIO → ALLERTA → AZIONE → ANALISI
L’allerta smette di essere soltanto una comunicazione.
Diventa parte di un processo di prevenzione misurabile.
Dal Claims Management al Claims Prevention
Il settore assicurativo dispone oggi di strumenti sempre più evoluti per gestire il sinistro.
Denuncia digitale, perizia, liquidazione, reti di riparazione e customer care consentono di migliorare continuamente l’esperienza dell’assicurato dopo il danno.
Ma gli eventi meteorologici severi pongono una domanda differente:
Possiamo utilizzare la tecnologia anche prima dell’apertura del sinistro?
È qui che può nascere il concetto di Claims Prevention.
Non come alternativa al Claims Management.
Come fase precedente.
PREVENZIONE → EVENTO → EVENTUALE SINISTRO → CLAIMS MANAGEMENT
L’obiettivo non può essere promettere di eliminare tutti i danni da grandine.
Sarebbe irrealistico.
L’obiettivo può invece essere cercare di ridurre l’esposizione di una parte dei veicoli quando esistono tempo, condizioni e possibilità concrete per intervenire.
GrandineStop non è un provider meteo
Questa distinzione è fondamentale.
GrandineStop non nasce per sostituire chi produce previsioni meteorologiche, radar, nowcasting o sistemi professionali di allerta.
Queste informazioni rappresentano un elemento necessario del processo.
Ma GrandineStop opera nel passaggio successivo.
Il provider meteorologico risponde principalmente alla domanda:
“Cosa potrebbe accadere e dove?”
GrandineStop prova a rispondere alla domanda immediatamente successiva:
“Ora che lo sappiamo, dove possiamo indicare al driver di spostare il veicolo?”
È questa differenza a definire il posizionamento di GrandineStop.
Non semplice informazione meteorologica.
Prevenzione operativa del rischio meteorologico.
Una nuova opportunità per flotte, noleggio e assicurazioni
Per una società di noleggio il valore potenziale consiste nel poter raggiungere una parte dei driver i cui veicoli si trovano nelle aree interessate dal rischio.
Per una flotta aziendale significa poter offrire ai propri utilizzatori uno strumento aggiuntivo di protezione dei mezzi.
Per una compagnia assicurativa significa esplorare la possibilità di intervenire prima del sinistro e non soltanto dopo.
In tutti e tre i casi il principio rimane lo stesso:
Il veicolo è mobile. La prevenzione può sfruttare questa caratteristica indicando dove cercare protezione prima dell’evento.
È questa una delle caratteristiche che rende il settore Motor particolarmente adatto a un modello di prevenzione operativa.
Dalla gestione del sinistro alla prevenzione operativa
Per anni l’innovazione assicurativa si è concentrata soprattutto sulla capacità di gestire meglio il sinistro dopo che il danno si è verificato.
GrandineStop introduce una domanda precedente:
Quanti di quei veicoli possiamo provare a sottrarre all’esposizione prima che la grandinata inizi?
La risposta potrà essere misurata attraverso sperimentazioni, pilot e dati reali.
Ma il principio è già chiaro.
Sapere che potrebbe arrivare la grandine è fondamentale.
Sapere dove poter spostare il veicolo aggiunge la possibilità di agire.
È nello spazio tra queste due informazioni che GrandineStop sta costruendo il proprio posizionamento: collegare il rischio meteorologico, la SPN – Safe Point Network, il driver e la compagnia in un processo finalizzato alla prevenzione.
Con un obiettivo concreto:
contribuire a ridurre l’esposizione dei veicoli e, conseguentemente, la frequenza e il costo dei sinistri da grandine quando esistono le condizioni per un’azione preventiva.

